La mafia non fugge da Foggia

Una situazione paradossale da troppo tempo nascosta

Anche questa notte il sonno dei foggiani è stato interrotto dall’ennesimo boato che da qualche anno è il segnale che la mafia in Capitanata c’è e purtroppo si vede. Non un becero atto intimidatorio, ma un ordinario segnale di ‘normale attività criminale’ che non ‘se ne fotte’ dello Stato, delle marce e dei proclami. Sembra quasi che la mafia foggiana voglia comunicare al resto della nazione che rappresenta l’unica vera forza indiscussa in questo territorio.


La provocazione beffarda della malavita nei confronti dello Stato.

Voi marciate? E io mafia dopo solo qualche ora, quando ancora a terra ci sono le tracce degli striscioni, piazzo una bella bomba carta davanti ad una attività commerciale! La mafia del foggiano, quindi, non è un gruppo di malavitosi comuni ma un cancro in metastasi che ha radici ovunque, e quando dico ovunque parlo anche dei palazzi della politica, negli uffici tecnici degli enti, e della macchina che muove la burocrazia che porta agli appalti. Una ricetta ovviamente non c’è, forse serve una grande azione come ‘vespri siciliani’, forse un cambio di tendenza che parte dal basso, forse il tempo di schiacciare il pulsante reset o forse la sede della DIA che dopo anni finalmente arriva a Foggia. Purtroppo però mentre si pensa ancora a trovare una soluzione, gli unici ad avere le idee chiare sono proprio loro, quelli della mafia.. gli unici che purtroppo non fuggono da FOGGIA.

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